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UCRAINA 2022
3 marzo 2022

UCRAINA 2022: LE STELLE SONO SEMPRE LI’ AD ATTENDERE IL NOSTRO SGUARDO
-in www.socialistitrentini.it 3 marzo 2022-

In momenti fatali come questi d’Ucraina 2022, ci possono soccorrere anche i pensieri nascosti in grandi opere letterarie. È il caso de “La guardia bianca” di Michail Bulgakov, lo scrittore nato nel 1891 nella martoriata Kiev dei nostri giorni, testimone allora della sanguinosa guerra civile che dopo il 1917 colpì la Russia e l’Ucraina. Quell’opera contiene passaggi così immortali da lasciarci sbigottiti. Scrive: “Qualcuno pagherà mai per il sangue? No. Nessuno. Semplicemente, si scioglierà la neve, spunterà l’erba verde d’Ucraina, avvinghierà la terra… verranno alle luce rigogliosi germogli… tremolerà la canicola sui campi, e il sangue non lascerà traccia alcuna. È a buon mercato il sangue sui campi scarlatti, e nessuno pagherà per riscattarlo. Nessuno”. Eppure il grande autore sa che anche se non potrà mai esserci giustizia umana capace di riparare quelle stragi, ci sarà una giustizia eterna a provvedervi alla fine dei tempi. Intenzionalmente ha apposto infatti all’inizio del suo libro un richiamo all’ultimo giudizio dell’Apocalisse (20.12): “E vidi i morti grandi e piccoli, in piedi davanti al trono; poi furono aperti i libri; infine fu aperto un altro libro, che è quello della vita, e i morti furono giudicati su ciò che stava scritto nei libri, secondo le loro opere”.
Ma nell’attesa di questo giudizio finale, Michail Bulgakov invita subito a rivolgere al cielo stellato uno sguardo di pace, con un messaggio che forse prima d’allora non era mai stato espresso con tanta potenza spirituale: “Tutto passa. Le sofferenze, i tormenti, il sangue, la fame e la pestilenza. La spada sparirà, e le stelle invece rimarranno, quando anche le ombre dei nostri corpi e delle nostre azioni più non saranno sulla terra. Le stelle saranno allo stesso modo immutabili, allo stesso modo scintillanti e meravigliose. Non esiste uomo sulla terra che non lo sappia. Perché allora non vogliamo la pace, non vogliamo rivolgere loro il nostro sguardo? Perché?”. Sono le ultime parole della sua opera e anche le prime che dovremmo sempre tenere a mente.
-a cura di Nicola Zoller



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