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CIPRO tra Grecia e Turchia
ottobre 2024

IL SOLE SPLENDA TUTTO IL GIORNO SU CIPRO, ANTICA ISOLA DELL’AMORE!

-di Nicola Zoller


Cipro – terra del rame, a cui deve il suo nome (in latino aes cyprium – metallo di Cipro) essendone la fonte principale nel mondo mediterraneo antico – l’abbiamo percorsa in ampiezza tra il 14 e il 21 ottobre 2025 per iniziativa della SAT di Riva del Garda, con l’amabile e precisa organizzazione di Rosanna Giacomolli e della Garda Viaggi di Alessandro Briscoli.

Ma questa terra è più conosciuta nel mondo come Cyprus, the Island of Aphrodite. Sì, quest’isola del Mediterraneo orientale – la terza per dimensione nel nostro mare dopo la Sicilia e la Sardegna, con una popolazione attuale di circa 1.300.000 abitanti – è dedicata ad Afrodite, dea dell’amore, della bellezza, della fertilità. Quella dea greca – la Venere dei latini – nacque proprio lì, tra gli scogli di Petra tou Romiou, nelle vicinanze di Pafos, l’antica capitale di Cipro: secondo il mito sorse dalla spuma del mare (in greco aphros, da cui il nome Aphrodite), quando i genitali del dio Urano – evirato dal figlio Crono per vendicare le pene inflitte alla madre Gea – caddero nelle acque. Da quel mare e da quell’unione emerse Afrodite splendente e bellissima, tanto che il sommo artista Sandro Botticelli la rappresentò nel celebre dipinto ‘La Nascita di Venere’ (i romani, come detto, la chiamavano così) in cui la dea sorge dal mare su una conchiglia. Questo incipit mitologico serve a inquadrare l’ambiente che la casa editrice Lonely Planet descrive così: «Cipro non è soltanto una meta per pigre vacanze balneari ma una realtà varia e complessa come la sua storia. Troverete una cultura, uno stile di vita e una natura intriganti, oltre a un popolo cortese e ospitale».

LA CONTESA TRA GRECO-CIPRIOTI E TURCO-CIPRIOTI CHE ASPETTA DI ESSERE RISOLTA

Noi possiamo subito ben affermare, come persone iscritte alla SAT, che alla pigrizia non abbiamo proprio pensato, avendo inserito ben quattro trekking nella nostra luminosa spedizione settimanale a Cipro; mentre abbiamo potuto praticare e ben ammirare la complessità di quest’isola, incrocio di storia, cultura, arte e commerci, inserita in un contesto medio-orientale tra Grecia, Turchia, Siria, Libano e Israele. Infatti il nostro viaggio ci ha portato ad ammirare siti archeologici di notevole valore, abbazie, moschee, tutte testimonianze di varie fasi storiche interpretate da greci, romani, veneziani, crociati, ottomani, britannici. Fino alle contese attuali (alle quali accenniamo qui brevemente, mentre per la vasta storia dell’isola rimandiamo a ricerche che ognuno di noi potrà fare più approfonditamente, anche se diremo qualcosa anche noi scrivendo di Pafos, Nicosia e Famagosta) tra la comunità greco-cipriota, insediata nell’ampia parte meridionale dell’isola, e quella turco-cipriota, collocata a nord. Al proposito la ‘cronologia storica ragionata’ proposta dalla Guida verde del Touring Club puntualizza che Cipro, dopo circa un secolo di dominazione veneziana, è stata una provincia dell’impero ottomano dal 1571 per poi passare nel 1878 ad una amministrazione della Gran Bretagna ed essere annessa ufficialmente al Regno Unito dal 1914 al 1960. Riferisce poi che in tutti questi secoli la popolazione era costituita da un mix formato da «una minoranza di derivazione turca (e di religione musulmana) e una maggioranza greca di fede cristiana ortodossa». E continua così: «Dopo decenni di convivenza pacifica (che portarono nel 1960 all’indipendenza e alla elezione di un presidente greco-cipriota e di un vicepresidente turco-cipriota), le vicissitudini politiche della seconda metà del Novecento hanno determinato fratture sempre più profonde tra le due comunità. La spinta della componente greca verso il sogno dell’unificazione con la Grecia culminò nel 1974 in un tentato colpo di stato organizzato da estremisti appoggiato dalla giunta militare di Atene, a cui fecero seguito la reazione della componente turca e l’invasione da parte dell’esercito di Ankara della parte settentrionale del territorio cipriota».

Noi possiamo commentare che il problema, ancor oggi irrisolto, è che la portata dell’intervento turco aveva superato ampiamente la missione di proteggere i turco-ciprioti, trasformandosi in una occupazione militare di tutto il nord di Cipro, tanto che la ‘Repubblica Turca di Cipro del Nord’, formatasi a seguito di tale intervento, è riconosciuta internazionalmente dalla sola Turchia e da nessun altro stato, mentre la ‘Repubblica di Cipro’ – che sopravvisse al tentativo di golpe del 1974 e che da allora controlla ancora circa il 60 per cento del territorio dell’isola – è riconosciuta da tutti gli stati membri delle Nazioni Unite ed è membro dell’Unione Europea. Vari sono stati i tentativi di riconciliazione tra le due comunità, tra cui un piano dell’Onu del 2004 abbastanza migliorativo delle situazioni più critiche, che però sottoposto a referendum venne respinto col 76 % di No dalla grande maggioranza dei greco-ciprioti, ancora memori e timorosi della continua ingerenza dello stato Turco. Ora, dopo le elezioni del nuovo presidente di Cipro del Nord, avvenute proprio durante il nostro viaggio domenica 19 ottobre 2025, ci sono speranze di possibili novità: infatti il neo-presidente Tufan Erhürman, che ha ricevuto oltre il 60 % dei consensi, appare più autonomo dalla Turchia e più propenso a rilanciare le trattative per un’intesa coi greco-ciprioti. Seguiremo dalla nostra terra trentina gli sviluppi di questa storia, memori delle impressioni e sollecitazioni ricevute nel nostro voyage, che se da un lato confermano la permanenza di diffidenza tra le due comunità, dall’altro prendono atto che i contatti tra le due società cipriote – greca e turca – oggi sono più facili e la linea di divisione tra i confini delle due ‘Repubbliche’ è fattibilmente superabile in tempi e modi sempre più accettabili rispetto ai decenni passati.

È ben ora di passare a descrivere con concisione le mete della nostra ‘spedizione’ Satina, avvalendoci della traccia proposta da Garda Viaggi.



14 ottobre 2025 – PAFOS, L’ANTICA CAPITALE DEI TOLOMEI D’EGITTO E DEI ROMANI

La nostra prima giornata a Cipro parte approdando dall’Italia all’aeroporto internazionale di Pafos. Pafos, patrimonio mondiale UNESCO, è un luogo dove il mito greco non è solo storia, ma vibra nell'aria salmastra. Non è semplicemente una città; è l'epicentro della leggenda di Afrodite; come abbiamo già accennato, fu qui, presso l'imponente scoglio di Petra tou Romiou – visibile in tutta la sua maestosità lungo la costa – che la dea dell'amore emerse dalle spume del mare. Se passiamo ora al racconto degli storici antichi, questi scrivono di un’origine risalente addirittura al re Agamennone al ritorno dalla guerra di Troia. Pafos ebbe un ruolo primario durante il periodo ellenistico, dopo la morte di Alessandro Magno. Con nuovi governatori, i Tolomei d’Egitto, intorno al 294 a.C. divenne capitale dell’isola: qui – come città più direzionata verso Alessandria d’Egitto – facevano scalo le navi che caricavano il legname necessario per costruire la flotta militare e quella mercantile destinate al commercio nel Mediterraneo. Dopo la conquista romana nel 58 a.C. continuò a mantenere la funzione di capitale, raggiungendo la massima fioritura nel III secolo d.C., come dimostrano gli eccezionali mosaici delle ville cittadine. Vittima di una serie di terremoti cominciò a decadere; ciononostante durante il periodo bizantino divenne sede vescovile e di numerose chiese cristiane. Soggetta a ripetute incursioni arabe, divenne dominio dei Lusignano – una dinastia di crociati francesi – che regnarono su Cipro dal 1192 al 1489. Dopo arrivò Venezia fino al 1571, anno in cui venne invasa dagli Ottomani che la dominarono fino al 1878. Pafos ha così seguito le vicende storiche dell’intera isola fino ai giorni nostri. Se il suo porto – un tempo fiorentissimo – negli ultimi secoli divenne preda di paludi insalubri, nei recenti decenni è letteralmente risorto: grazie ad un florido sviluppo turistico, tutta la costa è diventata un luogo d’attrazione con alberghi, ristoranti, negozi e caffè.

Passeggiare qui e nell’antica zona storica che ospita il Parco Archeologico è un viaggio nel tempo tra presente e passato. Racconteremo nella prossima giornata la visita ai siti archeologici ma intanto segnaliamo a futura memoria – nostra e di altri prossimi viaggiatori – tre mete significative: il Castello Medievale che vigila il porto e che fu originariamente una fortezza bizantina ricostruita nel XIII secolo dai crociati Lusignani e poi dagli Ottomani; da non perdersi è l'ampia necropoli delle Tombe dei Re, un labirinto di camere funerarie scavate nella roccia, che testimoniano l'opulenza dell'aristocrazia ellenistica e romana; infine la Chiesa di Agia Kyriaki, che – nascosta tra le rovine dell'antica capitale – sorge su un terreno di profonda importanza spirituale e storica. Questa chiesa, di rito anglicano, coesiste con le imponenti rovine della Basilica di Panagia Chrysopolitissa (Nostra Signora della Città d'Oro), una delle più grandi basiliche paleocristiane di Cipro, risalente al IV secolo d.C. Il sito presenta un incredibile stratificarsi di culture e fedi. L'elemento più famoso e toccante è la Colonna di San Paolo: secondo la tradizione locale, fu proprio a questa colonna che l'apostolo fu legato e flagellato. Il complesso offre l'opportunità di camminare sui resti di splendidi mosaici che un tempo adornavano il pavimento dell'antica basilica. Oggi, la moderna Agia Kyriaki è una chiesa ecumenica, un raro esempio di armonia religiosa sull'isola che mantiene viva una storia di fede secolare.



15 ottobre 2025 – TREKKING NELLA GOLA DI AVAKAS E VISITA AL PARCO ARCHEOLOGICO

Ci aspetta una giornata impegnativa: il primo trekking naturalistico di oltre 8 chilometri che, tra vari tratti, comporta un tempo di percorrenza fino a 4 ore e poi un’immersione a Pafos nell’antichità e nell’archeologia dell’isola.

AVAKAS, NELLA NATURA PRIMITIVA DI CIPRO

Di buon mattino partiamo dunque alla volta delle pareti calcaree di Avakas. La gola di Avakas si trova a settentrione di Pafos, inserita in una delle aree di Cipro più selvagge. È un canyon naturale scavato nel calcare sul letto di un torrente: in alcuni punti la larghezza è di circa 4 metri, mentre le pareti possono raggiungere altezze di circa 30 metri. Il sentiero attraversa rocce levigate, passaggi stretti, tratti dove scorre il ruscello o vi sono dei guadi. Il percorso interno alla gola è scivoloso, richiede attenzione e… le suole dei nostri scarponi: vedere gente transitare con scarpette e sandali turistici ci lascia perplessi. È un’esperienza immersiva nella natura primitiva di Cipro: entrare tra alte pareti rocciose, sentire l’eco, vedere giochi di luce tra pini, ginepri, querce, fichi, uccelli e animali selvatici può essere una bella pausa diversa – rispetto a spiagge e resort — per chi ama camminare e l’avventura ‘moderata’.

IL SITO ARCHEOLOGICO DI PAFOS

Il Parco Archeologico di Cipro a Pafos è una destinazione cruciale di inimitabile interesse. Dichiarato patrimonio mondiale UNESCO, il sito è internazionalmente celebre per i suoi straordinari mosaici pavimentali, considerati tra i meglio conservati del Mediterraneo e raffiguranti scene mitologiche. Qui sono quattro le principali “case” o ville romane celebri per i loro mosaici straordinari, che gli archeologi hanno denominato secondo i reperti lì ritrovati. La Casa di Dioniso – che abbiamo visitato palmo a palmo – è la più grande e importante delle case di Pafos con oltre 500 m² di mosaici. Come epoca risale agli inizi del III secolo d.C. Il tema dei mosaici sono scene ispirate ai miti di Dioniso, dio del vino e del piacere. Il più celebre mosaico è il Trionfo di Dioniso su un carro trainato da pantere. Lì accanto abbiamo ammirato la Casa di Teseo. Costruita in epoca tardo-romana (III–V sec. d.C.), ha proposto come tema dei mosaici varie scene mitologiche, in particolare l’impresa di Teseo e il Minotauro nel labirinto, e poi Achille bambino e Poseidone con Anfitrite. La sua struttura è monumentale, probabilmente fu residenza del governatore romano di Cipro.

Sempre al III secolo d.C. risale la Casa di Aion, così chiamata perché il mosaico più importante raffigura il dio Aion. Simbolo dell’eternità e del tempo cosmico infinito, venerato da diverse religioni misteriche antiche, viene rappresentato come una figura giovanile circondata da simboli zodiacali. La scoperta di questa casa è la più affascinante dell’intero sito archeologico. Altri episodi mitologici rappresentati sono il giudizio di Paride, Leda e il cigno, e Dioniso che insegna ad amare. Sono mosaici di straordinaria qualità tecnica e simbolica che probabilmente vegliavano su un luogo dedicato a culti misterici o filosofici. Si trova infine vicino all’Agorà e al Faro la Casa di Orfeo. Costruita agli inizi del III secolo d.C., mostra mosaici più piccoli ma molto raffinati. Il tema principale che dà il nome alla casa è Orfeo che incanta gli animali con la sua musica.

Prima di chiudere questa giornata capitale si deve ricordare che il Parco Archeologico svela altri tesori, come l'antico Odeon, teatro romano in pietra calcarea con 12 gradinate semicircolari: restaurato, è tutt’oggi utilizzato per concerti e rappresentazioni all’aperto; altra preziosità è rappresentata dall'Agorà: risalente al periodo ellenistico, era la piazza principale della città; di essa restano le basi delle colonne e pavimentazioni in pietra da cui si gode una bella vista sul faro e sulla città. Infine l'imponente Fortezza di Saranta Kolones (Quaranta Colonne), è un castello in rovina all'interno del Parco e prende il nome dal gran numero di colonne di granito rinvenute sul sito. Testimoniando secoli di splendore e storia marittima, si ritiene che la fortezza sia stata di origine bizantina, costruita alla fine del VII secolo d.C. per proteggere il porto e la città fino al 1200 quando venne distrutta da un terremoto.



16 ottobre 2025 – TREKKING NELLA VALLE DI MARATHASA E SUL SENTIERO DEI VIGNETI

Quest’itinerario ci ha portato nella Valle di Marathasa, nella zona centrale della Repubblica greco-cipriota, nelle vicinanze del Monte Olimpo che visiteremo il 17 ottobre. Arrivati sul luogo, abbiamo iniziato l’escursione prevista che ripercorre i pendii collinari della valle e offre splendide viste sui villaggi circostanti e sui rigogliosi vigneti. La Valle di Marathasa, incassata tra i pendii settentrionali del massiccio del Troodos, è celebre per i suoi frutteti rigogliosi, in particolare le migliaia di alberi di ciliegio che in primavera esplodono in una spettacolare nuvola bianca. Questa zona è anche custode di un profondo patrimonio culturale. Lungo i fiumi Setrachos e Marathos si annidano autentici villaggi tradizionali come Kalopanagiotis.

Nei pressi di questo villaggio sorge il delizioso Monastero di Agios Ioannis Lampadistis, nella zona centrale della catena montuosa del Troodos, sulle rive del fiume Shetrachos. Fa parte delle chiese affrescate della regione del Troodos, che sono state designate patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1985. Non si conosce la data di fondazione del monastero, che molto probabilmente ebbe luogo verso la fine del dominio veneziano a Cipro. Il monastero oggi non è attivo, ma è aperto al pubblico, ed è ora in mostra anche una collezione di icone. Il complesso di edifici faceva parte di un antico monastero dedicato appunto a San Giovanni Lampadistis, un santo locale. Il complesso comprende tre chiese (San Giovanni Lampadistis, Sant'Eraclide e una cappella latina) e un vestibolo, tutti alloggiati sotto un unico tetto di ardesia. Gli affreschi che lo adornano vanno dal XIII al XVI secolo.

Dopo questa visita spirituale (abbiamo acceso qualche cero pensando alla nostra gente lontana…) l’escursione è continuata verso l’alta valle che ci porterà – dopo oltre sei chilometri – a superare un dislivello di circa 500 metri. Il paesaggio è punteggiato da antiche terrazze, dove la coltivazione della vite continua ancora oggi, producendo vini di montagna unici. Marathasa, il cui nome deriva dal finocchio selvatico (marathos), è un rifugio idilliaco che incarna la vita rurale cipriota, offrendo tranquillità, sapori genuini e sentieri ombreggiati per escursioni memorabili. Nel pomeriggio siamo giunti con piacere all’azienda vinicola Marathasa Wines per una degustazione del vino locale coltivato nella medesima valle: da segnalare un ottimo bianco secco, il Xynisteri, prodotto da uve autoctone; assaggiamo anche un rosso Syrah, di un colore rubino scuro, molto corposo e profumato.



17 ottobre 2025 – TREKKING AL MONTE OLIMPO E VISITA AL MONASTERO DI KYKKOS

Come preannunciato, ripartiamo in mattinata col pullman in direzione Monte Olimpo. Arrivati sul luogo, iniziamo l’itinerario ad anello lungo il suggestivo Sentiero di Artemide che circonda la vetta più alta dell’Isola con i suoi 1952 metri.

OLIMPO, QUANDO IL NOME È UN PRESAGIO (NOMEN EST OMEN)

Monte Olimpo di Cipro, noto anche come Chionistra (che significa «nevosa»), è la montagna più alta dell’isola di Cipro, raggiungendo i 1.952 metri slm. Posizionato nella parte centro-meridionale dell’isola, si trova nel Parco Nazionale dei monti Troodos, un’area protetta ricca di foreste di pini di Cipro (Pinus brutia e Pinus nigra). In inverno è l’unica località sciistica di Cipro, con piste da sci gestite dal Cyprus Ski Club. La zona ospita sentieri escursionistici panoramici, come l'accennato Artemis Trail, che noi percorriamo con leggerezza per i suoi sette chilometri di lunghezza, con un semplice dislivello di 150 metri. Il riferimento ad Artemide (in latino Diana) è dovuto al fatto che la mitologica dea della caccia, dei boschi e della natura selvaggia era la più venerata a Cipro insieme ad Afrodite: chi ha pensato di proporre quel nome per il sentiero che abbiamo percorso voleva far intendere che «qui regna ancora Artemide, la dea delle foreste».

Il nome “Monte Olimpo” richiama invece il mitico Monte Olimpo della Grecia continentale: qui è stata adottata la stessa denominazione come fatto culturale e simbolico (nomen est omen), legato alla tradizione ellenica e mitologica di Cipro; quindi si è voluto onorare la tradizione greca e connettere simbolicamente l'isola alla Grecia continentale. E' successo anche in altre regioni del mondo ellenico, che chiamano Olimpo la montagna più alta del luogo, come omaggio sacrale all'Olimpo originario, dimora degli dei. Anche Cipro, pur essendo geograficamente spostata verso il Medio Oriente, ha voluto confermare la tradizione che la lega culturalmente e linguisticamente da millenni alla Grecia. Va chiarito che non è un fatto nazionalistico legato alle contese dell’ ultimo secolo: il nome Olimpo per la vetta dei Monti Troodos potrebbe risalire all'epoca greco-romana, quando molte cime erano intitolate a divinità; comunque compare esplicitamente nelle mappe veneziane e ottomane del 1500-1600.

Riferiamo infine due curiosità contemporanee: la cima del monte è zona militare riservata, ospita infatti radar britannici appartenenti alle basi sovrane di Akrotiri e Dhekelia (territorio sotto sovranità del Regno Unito, che ha voluto mantenere questo caposaldo anche dopo l’indipendenza di Cipro nel 1960); in inverno, la montagna può essere innevata per diversi mesi, cosa piuttosto rara nel Mediterraneo.

AL MONASTERO DI KYKKOS, PROPRIO UNA CHICCA TURISTICA

Non potevamo mancare l’appuntamento con il Sacro Regio Monastero di Kykkos (Panagia tou Kykkou), l'istituzione religiosa più ricca e venerata di Cipro, arroccata a 1.318 metri sui monti Troodos. Fondato alla fine dell'XI secolo dall'imperatore bizantino Alessio I Comneno, è dedicato alla Vergine Maria. Il suo tesoro spirituale più grande è l'icona della Vergine Eleousa, attribuita dalla tradizione a San Luca Evangelista, che oggi è quasi sempre coperta da un rivestimento d'argento per devozione. Nonostante sia stato ricostruito più volte a causa di incendi, il monastero attuale è riccamente adornato con sontuosi mosaici e affreschi. Constatiamo tuttavia che questi rifacimenti avvenuti nei secoli e specialmente quelli moderni lo hanno trasformato da monumento storico in un’opera con eccessi di sfarzo e di attrazione turistica, con mosaici e decorazioni troppo luccicanti, lontani dalla semplicità monastica originaria.



18 ottobre 2025 – NICOSIA, LA CAPITALE CONTESA E L’ESCURSIONE MARITTIMA DA AYIA NAPA

Dedichiamo fin troppo speditamente la mattinata alla visita guidata della capitale cipriota Nicosia, mentre nel pomeriggio ci aspetta il porto di da cui partire per un’escursione marittima.

NICOSIA, BELLEZZA INCOMPIUTA

Nicosia, conosciuta come Lefkosia (denominazione greco-cipriota), è una capitale unica al mondo, divisa nel suo cuore dalla "Linea Verde", una zona demilitarizzata che separa la parte greco-cipriota a sud da quella turco-cipriota a nord (Lefkoşa). Questa divisione conferisce alla città un fascino storico e malinconico, rendendola un vivido museo a cielo aperto della storia contemporanea di Cipro. Il centro storico di Lefkosia è circondato dalle imponenti Mura Veneziane del XVI secolo, che hanno una distintiva forma a stella con undici bastioni. Queste mura, ben conservate, definiscono il nucleo più antico della città e ne segnano l'accesso tramite porte storiche come la suggestiva Porta di Famagosta, oggi sede di eventi culturali. All'interno di queste mura, la vita pulsa lungo Ledra Street, l'arteria commerciale che funge da ponte e da confine: qui si trova il checkpoint pedonale che permette di attraversare la Linea Verde e salire sull'Osservatorio della Torre Shacolas per godere di una vista a 360 gradi sulla città divisa. Nella parte meridionale, il Museo di Cipro ospita una collezione eccezionale di reperti archeologici dell'isola, mentre la Cattedrale di San Giovanni è nota per i suoi magnifici affreschi del XVIII secolo.

Spostandoci nella parte settentrionale, quella turco-cipriota (Lefkoşa), spiccano la Moschea Selimiye, in origine una grandiosa cattedrale gotica di Santa Sofia, e il Buyuk Han, un magnifico caravanserraglio

ottomano del XVI secolo, oggi trasformato in un vivace cortile pieno di caffè e botteghe artigiane, che rappresenta il perfetto crocevia delle culture di Nicosia. È il luogo convincente per scattarci molte foto ricordo amichevoli.

L’IRONIA DELLA STORIA TRA BELLEZZA INCOMPIUTA E SPERANZE FUTURE

La storia-simbolo di Nicosia non è un mito, ma l'ironica realtà delle sue Mura Veneziane del XVI secolo. I Veneziani le costruirono con la forma ideale di una stella a undici bastioni, un capolavoro di ingegneria rinascimentale progettato per essere inespugnabile. Tuttavia, la fretta e i costi ne impedirono il completamento. Appena tre anni dopo, nel 1570, le mura caddero in mano agli Ottomani in meno di due mesi, vanificando la loro ambizione di perfezione. Oggi, questa cinta muraria non solo definisce la città, ma simboleggia anche la sua eterna condizione di bellezza incompiuta, un confine storico che racchiude una capitale ancora divisa. È auspicio di tutti noi che Nicosia diventi una «bellezza compiuta» rendendo sempre più aperta la linea verde che ancora separa edifici e persone ma che con gli anni ha già cominciato a dischiudersi.

L’ESCURSIONE MARITTIMA DA AYIA NAPA

Questi nostri pensamenti si stemperano quando ci trasferiamo alla baia di Ayia Napa. Qui ci aspetta una scattante imbarcazione privata che ci porta lungo la costa fin sotto Capo Greco. Ci vengono offerti momenti estremamente balneari, con una travolgente sosta in mezzo alle acque del Mar di Levante, nel Mediterraneo orientale: molti di noi non resistono alla tentazione e si tuffano… Dopo tante visite culturali e comminate escursionistiche un po’ di relax non guasta.



19 ottobre 2025 - FAMAGOSTA, SALAMINA E CIPRO VAROSHA, IN ATTESA DELLA RIUNIFICAZIONE

Giornata dedicata a Famagosta, antica città portuale cipriota dalla ricca storia medievale, poi a Salamina, sito archeologico antico che ospita le rovine di una città-stato fiorente del Tardo Bronzo, e infine alla città fantasma di Cipro Varosha.

FAMAGOSTA

Famagosta è una storica città portuale situata sulla costa orientale di Cipro, oggi parte del territorio sotto controllo turco-cipriota. Fu una delle città più ricche e vitali del Mediterraneo orientale durante il periodo medievale, soprattutto sotto il dominio dei crociati Lusignano e dei Veneziani. Il suo nucleo antico è circondato da impressionanti e ben conservate Mura Veneziane del XVI secolo. All'interno delle mura, l'architettura è un sorprendente mix di stili, dominato dalla maestosa Moschea Lala Mustafa Pasha, in origine la cattedrale gotica di San Nicola. La sua storia è indissolubilmente legata all'assedio ottomano del 1571 (col comandante veneziano Bragadin, catturato e scuoiato vivo) e alla vicina città fantasma, rendendola una meta di grande interesse storico-culturale.

SALAMINA

Salamina è l'antico e vasto sito archeologico situato pochi chilometri a nord di Famagosta. Fondata secondo la leggenda dopo la guerra di Troia, fu per secoli la città-regno più importante e capitale di Cipro. Il sito oggi offre un’immersione completa nell'antichità, con imponenti rovine che spaziano dall'epoca ellenistica a quella romana e bizantina. Possiamo ammirare i resti del Ginnasio con le sue colonne in marmo, i vasti Bagni Pubblici e il grande Teatro romano, parzialmente ricostruito. La storia cristiana del luogo è segnata dalla presenza di San Paolo e Sant'Ermolao e dai resti della Basilica di San Epifanio. Salamina testimonia la ricchezza e la stratificazione culturale di Cipro.

CIPRO VAROSHA

Varosha, un tempo sobborgo di Famagosta, è tristemente nota come la "città fantasma" di Cipro. Negli anni 1960 e 1970, era una lussuosa e ambita destinazione turistica mediterranea, frequentata da celebrità internazionali, con grattacieli e hotel moderni. Tutto cambiò con l'invasione turca del 1974, che portò all'evacuazione forzata dei suoi abitanti greco-ciprioti. Da quel momento, l'intera area fu recintata dall'esercito turco e lasciata all'abbandono, diventando il simbolo più crudo della divisione dell'isola. Gli edifici, corrotti dal tempo e dalla vegetazione, creano un paesaggio spettrale e surreale. E non si possono ricostruire. È in una zona militarmente occupata e controllata dai turchi: secondo le Nazioni Unite, Varosha deve restare vuota finché non si trova una soluzione politica per l’intera isola. La Risoluzione ONU n. 550 del 1984 afferma chiaramente che nessuno può insediarsi o ricostruire Varosha tranne i suoi legittimi abitanti greco-ciprioti. Qualsiasi tentativo di ricostruzione senza accordo tra le due parti è considerato illegale dalla comunità internazionale. Per questo Varosha è diventata un simbolo del trauma della divisione di Cipro, una città «congelata nel tempo», in attesa della riunificazione. Abbiamo visto che la spiaggia un tempo rigogliosa si è aperta solo timidamente a qualche bagnante: abbiamo fotografato sulla riva una donna greca in bikini e due turche coi loro ampi costumi, pochi altri nuotano al largo; sono pochissime persone, che pensiamo attendano desiderose il ritorno di una folla di bagnanti felici.



20 ottobre 2025 - TREKKING A CAPO GRECO E BAGNO BENEFICO TRA LE SUE SPIAGGE

Dopo la notte passata a Limassol – una delle cittadine più sviluppate ed emergenti della zona greco-cipriota in cui siamo ritornati – abbiamo due mete simpatiche: il belvedere di Capo Greco e un benefico bagno finale tra le spiagge ai suoi piedi.

Il nostro quarto itinerario escursionistico ripercorre la costa meridionale, riscoprendo numerosi punti d’interesse come formazioni geologiche e cavità marine. Capo Greco si trova all’estremità sud-orientale di Cipro, tra le località di Ayia Napa e Protaras, È il punto più a est dell’intera Unione Europea. Zona naturale protetta, fa parte del Parco Nazionale di Capo Greco. Il belvedere panoramico – da cui si ammirano il mare turchese e, in giornate limpide, perfino la costa della Siria – lo raggiungiamo tutti con entusiasmo, dopo esserci inerpicati su un tratto in salita di circa 150 metri. Da Kavos Greko o semplicemente dal punto panoramico di Capo Greco si ha una vista mozzafiato sul Mediterraneo, su Ayia Napa e in lontananza anche su Famagosta. Capo Greco è noto anche tra i subacquei e gli amanti delle scogliere per i tuffi.

Il nostro trekking non è finito: ci aspetta ancora una discreta camminata (dal mattino, in totale cammineremo per quasi quattro ore) alla volta della spiaggia più frequentata. Qui giunti, ci tuffiamo in allegria insieme a tutti i bagnanti del litorale, lì numerosamente convenuti. Domani termina il nostro viaggio, gli aeroporti di Pafos e di Milano-Bergamo ci attendono.



IN CONCLUSIONE, LA MORALE: CHE QUI IL SOLE SPLENDA TUTTO IL GIORNO!

Proviamo sempre a cercare il «senso«» dei nostri viaggi, come Manzoni pretendeva necessaria la ricerca del «sugo» di ogni libro. Così potremo dire in sintesi della nostra spedizione: speriamo che il sole cominci a splendere tutto il giorno sull’antica terra di Afrodite, che da tempo non è più baciata dall’amore. Derivo questa frase dal titolo di un libro recente di una scrittrice greco-cipriota , Christy Lefteri, intitolato ‘Una mattina di sole’ (Piemme, 2025). Racconta di un amore difficile tra Koki,una giovane donna greco-cipriota e Adem, un soldato turco all’epoca dell’invasione di Cipro da parte turca nel 1974. Ci fu un momento nel 2004 quando si tenne un referendum sul futuro di Cipro secondo una proposta ONU (che anche noi, accennandone più sopra, giudicammo abbastanza positiva) in cui si accesero delle speranze. Ma poi l’esito referendario fu sfavorevole. Insomma ci fu una mattinata di luce pur tenue, che poi finì per svanire. Ecco l’auspicio alla fine del nostro viaggio: che il sole non duri solo la mattina per poi calare già a mezzogiorno, oscurando le brevi speranze di una convivenza più pacifica tra le due comunità in contesa. Che l’amore di Koki e Adem resista all’odio della Storia, che le ferite vengano rimarginate, che il sole appunto possa splendere tutto il giorno. Per sapere se tutto questo sarà possibile, bisogna proprio leggere questo libro!




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